INFORMAZIONI BASILARI SUL GIOCO DI RUOLO

Chè cos’è un gdr?

Un gdr ( gioco di ruolo ) è proprio come un teatro, avete presente tutti un teatro?ci sono protagonisti, antagonisti etc…. esatto proprio una cosa del genere ma con caratteristiche assai differenti, in quanto tutti sono i protagonisti del gioco non vi è un pg migliore o uno peggiore … ognuno è protagonista della propria storia.

Come gia detto in precedenza prendete esempio del teatro … nel nostro caso una chat, ogni pg puo’ entrare e descrivere i propri movimenti i propri pensieri i propri dialoghi che mette in mostra agli altri giocatori … quindi bisogna essere chiari per mostrare la nostra parte, nel caso del teatro è “ non dare mai le spalle al pubblico “. Ma a differenza di una recita che viene seguita da un determinato copione, il gdr è ben diverso … perché segue l’ordine mentale di un giocatore … per esempio se Hercules l’invincibile in una recita riesce a sconfiggere Ade, nel gdr puo’ capitare anche l’incontrario. Una regola importante del gdr è che non si può vincere, o meglio tutti sono i vincitori della propria storia.Fin qui sembra semplice ma ci sono delle precise regole da seguire partendo da punti fondamentali che elencherò qui in basso:

Far finta di essere quel pg?proprio come quando eravamo bambini?

Si. Ma in questo caso dietro uno schermo e con tastiera e mouse senza dover correre saltare o rincorrersi. Se un giocatore vuole dare l’esito ad un suo pg di camminare silenziosamente senza far notare sospetto ad una guardia o cercare di uccidere una pg, beh in questo caso c’e bisogno di un Master “ padrone” ossia un personaggio non giocante che essendo di parte decide la sorte del personaggio … facendo cio’ puo’ cambiare il corso della storia e il susseguirsi dei fatti.

Chi vince?

In realtà il gdr non dev’essere scambiato per un gioco da tavolo come il monopoli, che ha un inizio ed una fine … non vince nessuno dato che è un gioco di cooperazione e narrazione, lo scopo è di divertirsi tutti assieme e creare una storia.

Ma il master gioca?

Potrebbe far confondere ma il master è un narratore che si limita a descrivere le situazioni ambientali le situazioni, coordinare i pg giocanti nella creazione della storia, e nelle comparse di “png” personaggi non giocanti … ossia non comandati da un player esterno.

Chi è l'Arbitro di un gioco di ruolo? Chi è il Custode? Chi è il Regista?

Non sono che tre dei tanti sinonimi con cui i diversi giochi di ruolo chiamano il Master, il Narratore

È vero che il gioco di ruolo dura anni?

Una singola storia, o "avventura", può durare un paio d'ore o qualche pomeriggio. Ma i personaggi del gioco di ruolo sono come i protagonisti di una saga letteraria o di un serial televisivo: terminata una storia, li si può usare in altre avventure, affinandone i tratti psicologici, rendendoli più ricchi di sfumature. Come Sherlock Holmes e il dottor Watson, protagonisti di quattro romanzi e decine di racconti.

È importante descrivere i costumi o le sembianze del pg?

Ovviamente, il pubblico deve conoscere le sembianze del tuo pg se è di forma umana o no, se ha cicatrici o altri segni particolari, la sua anzianità, il suo sesso e soprattutto i suoi costumi in modo fornire un idea al pg giocante e soprattutto è importante per sapersi comportare in gioco.

È vero che molti enti pubblici inseriscono il gioco di ruolo tra le loro attività?

Sì. Perché è un gioco socializzante. E perché sviluppa la creatività e la fantasia. In Francia viene usato da molti assistenti sociali con ragazzi che hanno problemi di integrazione, e la "Direction de la Jeunesse et des Sports" ne raccomanda l'utilizzo agli animatori delle Case di Quartiere. In Italia il gioco di ruolo viene impiegato da unità Scout, in attività ricreative nelle carceri, persino da alcune società di selezione del personale. Molte biblioteche, poi, ospitano e organizzano attività di gioco di ruolo.

 

Che cosa c'entrano le biblioteche?

È semplice: il gioco di ruolo sprona alla lettura: spesso, infatti, i giocatori si documentano per definire meglio le ambientazioni del loro gioco preferito, o leggono i romanzi cui esso è ispirato: gli appassionati di giochi di ruolo, risulta da numerose ricerche sul campo, leggono mediamente di più dei loro coetanei.

 

In Italia hanno giocato persino nelle scuole, vero?

Sì. Diverse scuole elementari e medie, sia inferiori che superiori, hanno utilizzato il gioco di ruolo nell'ambito dei loro programmi didattici. "Ludendo docere", cioè "insegnare giocando", è un motto antico: e il gioco di ruolo è assai adatto perché insegna a raccontare, a coordinare la propria creatività con quella degli altri. L'uso dei dadi abitua poi a stimare le probabilità di uscita di certi numeri o combinazioni, e dunque introduce a una certa dimestichezza con il calcolo delle probabilità. Molti Narratori amano inserire nelle loro avventure enigmi o problemi da risolvere, stimolando così le capacità logiche dei loro giocatori. E non scordiamone l'utilità per l'apprendimento delle lingue: gli appassionati, infatti, comprano spesso i giochi di ruolo stranieri prima che vengano tradotti in italiano: si esercitano così nella lettura dell'inglese, e talvolta del francese, del tedesco, dello spagnolo. Come ogni buon romanzo o film, infine, un buon gioco di ruolo di ambientazione storica o letteraria, e ce ne sono diversi, può insegnare facilmente e allegramente le più svariate nozioni e conoscenze.

 

Scuole e biblioteche usano gli stessi giochi che ci sono in commercio?

Sì. Proprio il fatto di essere stati scritti per divertire, e non a scopi direttamente didattici, rende i giochi di ruolo particolarmente graditi ai ragazzi e quindi assai preziosi a fini educativi. Solo il Comune di Roma, per ora, ha pubblicato un suo gioco di ruolo, e l'ha distribuito gratuitamente a insegnanti e bibliotecari.

 

Insomma, il gioco di ruolo si rivolge soprattutto ai ragazzini?

No. Ci sono giocatori di tutte le età: bambini che da poco hanno iniziato al eggere, adolescenti, adulti, anziani. Comunque i Narratori hanno, di solito, non meno di 10anni.

 

È vero che il gioco di ruolo è nato per scopi terapeutici?

No. Il primo gioco di ruolo, "Dungeons & Dragons", è stato pubblicato nel 1974 negli USA dalla TSR (Tactical Studies Rules): inventato da Gary Gygax e Dave Arneson, appassionati di giochi di simulazione, si rivolgeva a giocatori come loro e aveva come unico fine il divertimento. Alcune tecniche terapeutiche, come lo psicodramma, hanno una certa somiglianza con il gioco di ruolo. Ma in uno psicodramma vengono messi in scena problemi e conflitti della vita reale, che riguardano l'individuo e i suoi rapporti con gli altri; in un gioco di ruolo vengono interpretati personaggi di fantasia inseriti in un universo narrativo.

Le guide nel gioco saranno stilate qui su richiesta,
inviando per missiva privata o alla mail qui sotto


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